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Il perchè di una scelta
Gli avvenimenti e i progetti di questi ultimi mesi, mi riferisco al corso di formazione e di aggiornamento professionale organizzato in collaborazione con il CUOA, al grande convegno sulle fonti di energia rinnovabili che si è tenuto venerdì 11 maggio scorso presso il Centro Conferenze della Camera di Commercio di Padova, e l’attenzione dell’associazione nazionale su quanto il Veneto sta facendo, mi hanno portato ancora di più alla convinzione che Anaci Regione Veneto ha proprio bisogno di un CENTRO STUDI.
Prima però di parlare di un Centro Studi Regionale, è necessario che venga fatta chiarezza su: - cosa è un centro studi,
- e reali necessità della nostra regione di avere una struttura del genere,
- li obiettivi che dobbiamo perseguire.
i fermo immediatamente sul primo punto cercando di sgombrare il campo da tanti equivoci. Un centro studi è un luogo virtuale che abbisogna di un posto reale solo al momento dell’assemblea dei partecipanti. E’ un luogo dove si producono idee, si affrontano studi su particolari temi e settori , si costruiscono e si realizzano progetti di cultura finalizzati a precisi obiettivi.
Lo Statuto di Anaci Nazionale prevede che, a qualsiasi livello della struttura associativa sul territorio, sia possibile la costituzione di Centri Studi che lavorino in stretta collaborazione con il Centro Studi Nazionale.
Nel dettato di questa norma statutaria, sono stati realizzati già da tempo i cosiddetti centri studi provinciali che però non sono presenti in tutte le province della nostra regione e quelli che ci sono, differiscono tra loro per struttura ed efficienza. Se ci fermiamo un istante ad analizzare l’esistente nel Veneto, ci possiamo rendere conto che ci sono realtà provinciali molto efficienti, capaci di distinguersi per iniziative di alto livello culturale, altre invece che lo sono un po’ meno , altre ancora che, per il numero esiguo degli iscritti o per tante cause diverse, non sono state in grado finora di organizzare al loro interno una struttura del genere. Ciò che ne deriva è la mancanza di omogeneità tra le province, cosa che incide negativamente sul risultato finale.
I messaggi che il mondo esterno, la nostra stessa associazione, la nostra clientela , il legislatore ci inviano quotidianamente, ci obbligano a cambiare. E’ oggettiva la necessità di far crescere qualitativamente la figura professionale dell’amministratore Anaci per garantire i diritti della clientela e per il bene dell’associazione stessa che ha bisogno dei suoi associati per farsi riconoscere dal mondo esterno in una dimensione che vada ben oltre i confini provinciali..
Chi ha partecipato agli ultimi incontri pubblici , ha percepito come le tematiche del Condominio siano, soprattutto oggi, oggetto di grande attenzione e ha colto con quanto interesse, il mondo della cultura (Università in testa ), le amministrazioni, le aziende, le banche guardino noi e la realtà che rappresentiamo.
Per fare crescere però qualitativamente un’associazione e dare l’avvio a dinamiche sinergiche con il mondo che la circonda, è indispensabile mettere in moto tutti quei fattori che concorrono a ciò e mi riferisco in particolare a:
- sviluppare tra gli iscritti un vero spirito associativo ,
- incentivare l’aggiornamento professionale sia a livello individuale che collettivo,
- proporsi all’esterno con un preciso discorso culturale di alta qualità che attesti la capacità di Anaci di coniugare il tempo in cui vive,
- dimostrare di essere in grado di elaborare idee e di proporle con chiarezza e sicurezza, cercando dove possibile di anticipare i tempi del legislatore,
- dotarsi di tutti quegli strumenti in grado di veicolare in tempo reale la comunicazione ( sito web ), di favorire lo scambio delle idee e delle esperienze tra gli iscritti e il mondo esterno ( Centro Studi ) , di mostrare a tutti la capacità e la volontà di crescita dell’associazione con fatti reali per rivendicarne con pieno diritto il riconoscimento dovuto.
In un anno soltanto, Anaci Veneto ha fatto molto, ma tutti abbiamo la consapevolezza che è possibile fare molto di più e in modo più organico, basta un po’ di buona volontà e un’organizzazione ad hoc. Per tutti questi motivi la costituzione di un Centro Studi Regionale, diventa improcrastinabile. Lo chiedono le province che ne sono sprovviste, ce lo impone il mondo esterno, ce lo chiede anche il Nazionale che sta guardando con interesse alla nostra rinascita. Ma a ben guardare ce lo chiedono tutti quegli associati che rispondendo immediatamente ai nostri inviti ci hanno indicato con entusiasmo la strada da percorrere ed oggi costituiscono un gruppo numeroso su cui contare per il futuro. Sono sicuro che se continuiamo su questo percorso tanti altri seguiranno il loro esempio .
Ecco perché insisto sulla costituzione di un Centro Studi Regionale che sia :
- prioritariamente una fucina agile di idee,
- uno strumento per affrontare in modo dinamico tutte le problematiche del nostro lavoro,
- un organismo che sappia confrontarsi con le istituzioni,
- che sappia proporre, progettare , realizzare tutte le iniziative di dimensione superiore a quella provinciale in modo tale da divulgare all’esterno le potenzialità e le capacità dell’ associazione,
- un organismo che si confronti costantemente con i Centri Studi delle altre regioni e con il Centro Studi Nazionale, avendo come obiettivo fondamentale la crescita e lo sviluppo di Anaci.
Nessuna paura per il futuro dei Centri Studi Provinciali già esistenti che continueranno ad esserci, e che, mi auguro, sorgeranno in tutte le province. La loro presenza è fondamentale , da oggi però avranno un obbligo in più : quello di confrontarsi e di armonizzarsi tra loro e con la nuova struttura in modo sistematico e frequente per agevolare la crescita di Anaci nel Veneto.
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